Servizi educativi e sociali: non è più sostenibile una gestione fondata sulla precarietà e sulla logica dell’appalto

precarietà servizi educativi comunicato stampa APP ANPE Conped Federped 2026

precarietà servizi educativi comunicato stampa APP ANPE Conped Federped 2026

Comunicato stampa congiunto — 17 maggio 2026
A.N.P.E. · A.P.P. · CO.N.P.ED. · FEDER.PED.


Negli ultimi anni il sistema dei servizi educativi e sociali territoriali è stato progressivamente costruito attraverso un utilizzo sempre più esteso di appalti, affidamenti esterni e contratti precari, anche in ambiti che rappresentano diritti essenziali e livelli fondamentali delle prestazioni garantiti dalla Costituzione.

Servizi come l’educativa domiciliare, l’assistenza scolastica e all’autonomia (OEPAC/ASACOM), gli interventi territoriali di sostegno alle fragilità, i servizi socio-educativi in convenzione e numerosi altri dispositivi di welfare locale non possono essere trattati come eventi occasionali o emergenziali. Si tratta di bisogni strutturali, continuativi e indispensabili per garantire inclusione sociale, tutela dei minori, diritto all’istruzione, sostegno alle famiglie e promozione del benessere delle persone.

Le conseguenze della precarietà strutturale

La continua esternalizzazione dei servizi e il ricorso sistematico a contratti a termine producono conseguenze gravi:

  • Discontinuità educativa e relazionale
  • Impoverimento della qualità degli interventi
  • Elevato turnover degli operatori
  • Precarizzazione delle professioni pedagogiche ed educative
  • Indebolimento della responsabilità pubblica nella presa in carico delle fragilità sociali

È necessario aprire una riflessione seria sul modello organizzativo che negli anni si è consolidato. La logica dell’appalto dovrebbe rappresentare una soluzione straordinaria e non la modalità ordinaria con cui vengono garantiti diritti fondamentali della persona.

Un LEPS (Livello Essenziale delle Prestazioni Sociali) non può dipendere dalla precarietà lavorativa degli operatori che lo rendono concretamente esigibile. Se un servizio è riconosciuto come essenziale e permanente, allora anche le figure professionali che lo garantiscono devono poter operare dentro condizioni di stabilità, continuità e riconoscimento professionale.

Le nostre richieste alle istituzioni

Riteniamo necessario che le istituzioni nazionali, regionali e locali riassumano una responsabilità diretta nella programmazione e nella gestione dei servizi educativi e sociali, investendo:

  • Nella stabilizzazione del personale
  • Nella costruzione di équipe territoriali strutturate
  • Nel superamento della frammentazione degli affidamenti
  • Nella valorizzazione delle professioni educative e pedagogiche
  • Nella continuità degli interventi a favore delle persone e delle famiglie

Anche il futuro Ordine delle professioni pedagogiche ed educative dovrà assumere un ruolo attivo in questa direzione, promuovendo condizioni di lavoro coerenti con la funzione sociale e costituzionale delle professioni educative.

Difendere i servizi significa difendere i diritti.
Difendere le professioni significa garantire qualità, continuità e dignità agli interventi educativi e sociali.


Firmatari

Per A.P.P. — Dott.ssa Silvia Negri
Per A.N.P.E. — Dott.ssa M. Angela Grassi
Per CO.N.P.ED. — Dott. Samuel Spiga
Per FEDER.PED. — Dott. Fabio Olivieri